Analisi Grammaticale 13/05/2015

– Io e Giacomo abbiamo lo stesso segno zodiacale che è il più interessante dell’oroscopo.
– Francesca ha i capelli rossi e ricci, gli occhi verde mare, le gambe lunghe e snelle e il medesimo sorriso meraviglioso di sua madre.
– In questa bellissima giornata primaverile mio fratello è andato al parco con i suoi amici e con quella ragazzina bionda francese che abita in codesta villa.
– Il tale insegnante vorrebbe avere degli studenti perfetti ma i suoi sono infimi.
– Dante, sommo poeta, scrisse un’ opera straordinaria e i suoi amici ne furono fieri.
– Paolo è più ordinato di Marta ma meno studioso di Maria Vittoria.
– Questa sedia è la più scomoda della classe e mi strappa le calze.

Analisi Grammaticale 22/4/2015

I ricchi si possono permettere la macchina costosa.

Se risponderete bene alle mie domande vi premierò con dei cioccolatini.

I miei simpatici amici vivono distanti da me.

Quel ragazzo dice il falso per attirare l’attenzione.

Il mio cane è un randagio preso al canile dove si trovano altri cagnolini piccolini.

I Bianconeri hanno vinto lo scudetto per la trentatreesima volta.

Carla è una bravissima ragazza, paziente e sincera.

Il cappotto invernale è verdastro e grandicello.

Il tuo impegno è discontinuo.

Questo disco afrocubano è ritmato e coinvolgente.

Analisi Grammaticale 15/04/2015

  1. Il bellissimo cane di mia zia si chiama Argo ed ė n pastore tedesco molto intelligente.
  2. Oggi pomeriggio si svolgeranno i colloqui individuali e temo che vadano male.
  3. Questo libro è piccolino ma contiene delle parti di grandi poemi.
  4. Il torrone è un dolce natalizio che amo alla follia anche se mi fa male per i denti.
  5. I miei genitori andranno in ferie il mese di Agosto e partiremo per le isole Eolie.
  6. Tra poco più di un mese terminerá la scuola ma prima dovrò affrontare molte verifiche.

Analisi Grammaticale 27/03/2015

  1. Le cittá con molti abitanti si chiamano megalopoli e si trovano soprattutto nei paesi del Sud del mondo.
  2. Il sindaco affiderá al suo collaboratore un incarico di fiducia perchè si fida di lui.
  3. In quel luogo mia figlia ha raccolto un asparago selvatico che cucinerò per cena.
  4. Adoro il caffè ma non posso berlo perchè sono allergica.
  5. L’Equatore divide la Terra in due emisferi e noi abitiamo in quello boreale.
  6. Trascorrerò la Pasqua con i miei familiari e andrò a mangiare al ristorante La Terrazza.
  7. Da piccola presi il morbillo e dovetti restare a casa per due settimane.
  8. Federica Pellegrini, campionessa di nuoto, ha vinto diversi ori olimpici.

Il Nome–Sostantivo

 

Sostantivo, l’uso dei sostantivi – il nome in grammatica

Con la categoria grammaticale dei sostantivi indichiamo persone, oggetti, animali, luoghi, idee o fatti completi per genere (maschile e femminile) e numero (singolare o plurale).

Il sostantivo o nome, è una parte variabile del discorso che, insieme al verbo, rappresenta la base su cui sviluppare l’enunciato. Distinguiamo categorie di nomi:

propri, con cui identifichiamo individui (nomi di persone, cognomi, appellativi) o singole entità (storiche, geografiche, letterarie, ecc. ): Mario, Venezia, Spagna, ecc;

comuni, che identificano elementi (persone, cose, animali, luoghi, ecc. ), in modo generico, all’interno di classi o categorie: il libro, il ponte, il gatto, ecc;

concreti, usati per indicare elementi tangibili percepibili con i sensi: casa, profumo, ecc;

astratti, usati per definire elementi o concetti immateriali: logica, felicità, paura, ecc;

individuali, per identificare singoli individui o entità (persone, animali, cose, concetti) indicandoli con il loro nome proprio o comune: tazza, donna, fiume, ecc;

collettivi, che designano insiemi di individui, animali o cose: gente, mandria, stormo, ecc.

Dal punto di vista della forma, distinguiamo nomi:

primitivi, che non derivano da nessun’altra parola, formati soltanto da radice e desinenza: quest’ultima rappresenta il morfema variabile che ne contraddistingue genere e numero: uomo,rosa, ecc;

derivati, che nascono dall’aggiunta di prefissi o suffissi ai nomi primitivi: città/cittadino,giustizia/ingiustizia, ecc;

alterati, che si formano con l’aggiunta di suffissi alterativi diminuitivi (bambola/bambolina),accrescitivi (scarpa/scarpone), vezzeggiativi (casa/casetta), spregiativi (cappello/cappellaccio);

composti, formati dall’unione di due parole, siano esse nomi, che nome + aggettivo, nome + verbo, nome + avverbio, aggettivo + avverbio, o simili combinazioni (filospinato, sordomuto,benestare, ecc. )

Vediamo come formare il genere dei nomi:

per la formazione del genere femminile si segua questo schema:

i sostantivi maschili terminanti in

-o cambiano in -a (maestro/maestra);

-e cambiano in -a (signore/signora), (-essa (professore/professoressa), in -ina    (eroe/eroina), o mantengono la terminazione (il cantante/la cantante),

-iere cambiano in -iera (parrucchiera/parrucchiera);

-a rimangono generalmente invariati (il collega/la collega);

-tore cambiano in -trice (scrittore/scrittrice) ad eccezione della parola dottore (dottoressa);

quelli terminanti in

-ista distinguono il genere solo alle forme plurali (i turisti/le turiste) mentre al singolare rimangono invariati (il turista/la turista).

A queste fanno eccezione vocaboli come dio/dea, re/regina, strega/stregone, ecc.

Per la formazione dei plurali dei nomi, si segua invece lo schema seguente:

i sostantivi terminanti in

-a prendono -e al femminile (la carta/le carte) e -i al maschile (l’astronauta/gli astronauti);

-o, -e prendono -i al femminile (la mano/le mani, la legge/le leggi) e al maschile (il faro/i       fari);

alcuni terminanti in

-co e -go cambiano in -chi e -ghi (alterco/alterchi) e in -ci e -gi (asparago/asparagi);

-ca e -ga prendono -chi e -ghi al maschile (patriarca/patriarchi), e -che e -ghe al femminile             (amica/amiche);

-logo formano il plurale in -loghi, se indicano cose (dialogo/dialoghi), in -logi   (psicologo/psicologi) se indicano persone;

-cia e -gia prendono -cie e -gie (farmacia/farmacie) o -ce e -ge se sulla i del morfema non      cade l’accento ed è preceduta da consonante (spiaggia/spiagge);

-io prendono -ii se sulla i cade l’accento (addio/addii) e -i se invece non non vi cade      (figlio/figli), tranne per la parola tempio (templi).

ltri plurali si formano diversamente da quanto proposto dalla norma, ne troviamo esempio nei nomi composti che vedono volgere al plurale:

il secondo termine, se a comporli sono due sostantivi dello stesso genere(cassapanca/cassapanche);

il termine corrispondente al genere maschile, se a comporli sono due sostantivi di genere diverso (capofamiglia/capifamiglia);

entrambi i termini che li compongono, se trattasi di sostantivo + aggettivo(pellerossa/pellirosse);

restano invariati invece i nomi composti formati da due verbi, da un verbo e un avverbio o da un verbo e un nome (saliscendi, portamonete, ecc. )

Alcuni nomi non hanno il singolare (es: occhiali) e alcuni non possono essere volti al plurale (es:giutizia): vengono perciò detti nomi difettivi.

I nomi che invece hanno due plurali corrispondenti a significati diversi, sono detti sovrabbondanti. Ne citiamo alcuni:

il braccio (i bracci della gru/le braccia dell’uomo);
il gesto (i gesti delle mani/le gesta eroiche);
il ciglio (i cigli della strada/le ciglia degli occhi); ecc.

Analisi Grammaticale 20/03/2015

  1. Nel castello della contessa Matilde di Canossa il papa umiliò l’imperatore che poi si vendicò imprigionandolo.
  2. Oggi pomeriggio con delle amiche visiterò l’oasi faunistica che si trova a nord di Porto Potenza.
  3. Abbiamo assistito all’eclissi solare che in Italia non era visibile da dieci anni.
  4. Loris si lamenta di tutto, invece dovrebbe stare zitto e calmo.
  5. Pioverá il fine settimana: i meteorologi hanno previsto un’ondata di maltempo sull’Italia.